…tutto in un cerchio perfetto…

 

"L’anno di quell’ultimo sogno, fu un anno perfetto. Nel senso che cominciò e finì lo stesso giorno. Giovedì. Una circolarità inquietante che, probabilmente, presagiva la sua inviolabile compiutezza. Come se tutto ciò che era accaduto, dovesse rimanere racchiuso per sempre, tra i 365 giorni, 5 ore, 48 minuti e 46 secondi di quell’ennesima rivoluzione e nulla dovesse tracimare, né disperdersi nei giorni a venire. Non i pensieri, non le parole, non i gesti. Non le speranze. Men che meno i sogni…"

Così si è chiuso un ciclo… con un giorno diverso, quello dedicato al Sole per i pagani e al Signore per i cristiani, la Domenica… e il suo inizio, nel giorno della Resurrezione, sembrava l’incipit di qualcosa che era destinato ad esser grande…

E grande lo è stato veramente, tra difficoltà, incomprensioni, occhi lanciati oltre la staccionata per cercare con speranza un futuro.

Sofferenze, parole sussurrate ad amici a causa di una lontananza imposta da se stessi,

ma mai voluta realmente.

Sguardi pieni di complicità, condivisione di ciò che sembrava incondivisibile agli altri,

silenzi che riuscivano a dirci molto più di quel che dall’esterno sembravan dire,

fiumi di parole versate dentro un’auto che smetteva di ruggire e rimaneva in attesa per ore

sotto il portone al buio della luna.

Occhi puntati al cielo notturno per seguire scie colorate rincorrersi e scappare come spaventate da quel tonfo di quell’esplosione che le generava, mentre avanti il mare cercava di rifletterle.

Gelide mattine scaldate da un tiepido raggio di sole passate al tavolino di un bar con un cappuccino e un cornetto vuoto per compagni.

Ore passate tra libri, abiti, scarpe e quant’altro alla ricerca di qualcosa o di nulla… forse di un po’ di tempo che le vetrine riuscivano a far scorrere meno freneticamente.

Forse per la gioia che quel tempo insieme poteva essere un po’ più sereno.

Lacrime di nostalgia quando la mente si illudeva di trovare un modo "semplice" e falsamente indolore per superare le sofferenze,

lacrime di tristezza quando tutto sembrava perdere un senso,

lacrime di gioia quando, forse, ci si è resi conto di quanto pieno potesse essere quel sentimento…

Ciò che è stato, ciò che ho sentito, forse rimane confinato in quest’anno e sicuramente rimane conficcato dentro, perchè certe cose non passano mai e il tempo non sarà mai capace di cancellarle… come vecchie cicatrici troppo profonde per esser assorbite dal corpo…

Certo, nella sua perfezione, questa circolare girandola non è nata dal nulla improvvisamente e non può svanire in piccole colonnine di fumo, come quelle che si alzano da una torta quando un bimbo spegne le candeline.

I pensieri, le emozioni, i sentimenti, non nascono dal nulla e non muoiono in esso… vivono dentro…

ma per chi guarda tutto dall’alto come uno spettatore inconsapevole, ignaro che qualcosa di grande è accaduto, vengon semplicemente dispersi, come la folla festante disfatta dall’arrivo delle cariche dei celerini…

Tutto è iniziato e terminato con una festa…

…come in un cerchio terribilmente perfetto…

Now on-air: Amore bello & Mille giorni di te e di me

 
 

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