Archivio per aprile 2010

somewhere through the thoughts

aprile 14, 2010

In certi momenti la voglia di parlare è nulla e ancor più
inesistente è la voglia di pensare; l’unica cosa che si vorrebbe fare è fermare
il turbinio di pensieri che girano e rigirano dentro la testa come un mulinello
marino che risucchia tutto ciò che si trova sul superficie delle acque.

Ma forse è proprio in queste circostanze che si dovrebbe
trovare il modo e la forza per riuscire a far chiarezza dentro di se… fermare
il mulinello… come quando dopo una tempesta viene il momento della quiete.

Provare a farlo, beh non è semplice… forse perché la maggior
parte delle volte lo si fa nel modo sbagliato, cercando svaghi che facciano
evitare di pensare, aggrappandosi alle amicizie, agli affetti, al lavoro, allo
studio, al divertimento. Ultimamente devo dire la verità ciò che di più è
riuscito a farmi evitare di pensare è stata la musica… ascoltata ma soprattutto
suonata… come se nel far vibrare le corde si cerchi di far muovere con le
stesse armoniche anche i neuroni e allora tutti i pensieri sembrano perder
forma trasformandosi quasi in lontani ricordi.

Qualche giorno fa ho letto una storiella su internet, la
ricordo più o meno così… era la storia di una persona che vicino ad un pozzo incontra
un monaco che stava tirando su un secchio con dell’acqua; questa persona chiede
al monaco a cosa serva il “silenzio” nella propria vita. Il monaco fece
guardare il tizio dentro al pozzo chiedendogli cosa vedesse… beh evidentemente
non c’era molto da vedere se non tutto buio… lo fece aspettare qualche momento
e gli rifece la stessa domanda… questa volta in fondo, sull’acqua questa
persona poteva vedere la propria immagine riflessa… il monaco gli disse a quel
punto che grazie al silenzio riusciva a comprendere meglio se stesso, proprio
come guardando nel pozzo quando il movimento creato dal secchio è cessato si
poteva vedere riflesso. Certo non è che sia stata una storia molto illuminante,
anzi era anche una cosa abbastanza banale, ma mi ha colpito. Mi ha colpito
perché proprio nei momenti in cui sento forte il bisogno di capirmi, di capire
cosa mi passa per la testa cerco un po’ di silenzio… lo faccio inconsciamente …
 forse per riuscire meglio ad ascoltare
ciò che mi urlo dentro e che non riesco o ho paura di ascoltare…

Ultimamente non è che la mia vita si sia rivoluzionata, anzi
è stata anche abbastanza tranquilla, tra lavoro, studio, musica, amici… una
nuova esperienza di catechesi a Vallo della Lucania che mi sta facendo porre
una bella quantità di domande… qualche successo, qualche gioia, qualche
delusione… tutto come se il tempo non passasse mai… come se si richiudesse
sempre su se stesso… come una farfalla che non ha il coraggio di bucare il bozzolo
per uscire all’aria aperta… si sta così comodi lì dentro, perché uscire e
doversi scontrare con le difficoltà della vita? Eppure lì dentro non è che si
sta veramente comodi, come se qualcuno dall’esterno continui a dire che è tutto
proprio bello…

 “la parte più
difficile di un viaggio è superare la porta” diceva qualcuno… beh forse non son
manco le parole corrette, ma la mia memoria si sa che fa abbastanza schifo.

E così, lì dentro al mio bozzolo – o forse dovrei chiamarla
prigione?!? E così, lì dentro la mia prigione mi sforzo di pensare che vada
tutto benissimo rimanendo ogni sera con quel senso di amaro in bocca di chi vorrebbe
un qualcosa di più… e la cosa brutta è che non si sa quel qualcosa in più cosa
sia e non si ha neanche il coraggio di andarla a cercare…  in fondo cosa c’è che non va?!? Nulla no?!?
Tutto benissimo!!! E allora perché lamentarsi?!? Perché voler trovare il modo
per dare una spinta seppur lievissima ad una situazione di equilibrio
decisamente instabile?!? Perché voler dire a tutti che c’è qualcosa che non va,
passare per quello palloso che non sta mai “bene” e tutto questo senza sapere
neanche di cosa si ha bisogno?!?

Certe sere sento come se qualcuno dentro di me bussasse ad
una porta e mi dicesse “ehi, c’è qualcuno?!? Ti vuoi dare una mossa o vuoi
rimanere così all’infinito?!?” e sembro quasi riuscire a convincere me stesso
che si, il passo si deve fare… ma è come farlo al buio sapendo che tutto
intorno a te c’è uno strapiombo… devi mettere il piede nel punto giusto, oppure
sbam! Ti spiaccichi per terra… Il problema però è farlo quel passo perché sai
verso dove vorresti andare, ma non sai né se è la strada giusta né se tutte
quelle “certezze” che ti sei “costruito” durante gli anni saranno pronte per
capirti e per seguirti.

E proprio quando pian piano ti stai convincendo e inizi ad
alzare il piede da terra arrivano altri problemi, altre delusioni… quasi come
una spranga dietro la nuca… e nonostante fossi consapevole che sarebbe potuta
arrivare da un momento all’altro, nonostante ne hai ricevute tante altre, non
si è mai pronti…

Quante volte mi son detto che son io a sbagliare, ad
affezionarmi alle persone… che dovrei lasciar perdere ed essere un po’ più “menefreghista”…
pensare un po’ più a me stesso invece di “attaccarmi” all’affetto degli altri o
all’effetto che gli altri hanno su di me [affetto-effetto non è stato un
errore]… ma è più forte di me… e quando poi vedi che una presenza oramai
costante, sulla quale avevi riposto anche tante speranze, alla quale avevi
anche dato tanto affetto, scompare così, pluf, da un giorno all’altro senza
spiegazioni, beh altro che spranga… sembra più una colata di cemento rapido ai
piedi prima che qualcuno si decida a spingerti giù nel mare [ho anche provato con
la nota bevanda, ma a me le ali non son spuntate… credo che gli farò causa per
pubblicità ingannevole].

Poi ci son quelle altre persone che riescono a ferirti con
la loro diffidenza, pensando che ci sia sempre qualcosa di nascosto dietro un
gesto o una frase… non riescono ad immaginare che ci sia qualcuno che “fa”
senza doppi fini… io per un po’ ci provo, ma quando proprio vedo che non ci son
speranze lascio perdere… all’inizio non era così… questa è una di quelle cose
che è cambiata con il tempo e da questo punto di vista le cose stanno cambiando
ancora… forse tra un po’ non ci proverò manco più! La cosa più triste è che so
che non è la strada giusta, ma non vedo molte alternative… o meglio, le
alternative ci son pure, però dopo un po’ inizi anche a scocciarti, no?

Infine ci son le persone che ripongono in te tante
aspettative… queste no, non mi feriscono… son io che mi ferisco da solo perché
mi rendo conto che non sempre riesco ad essere all’altezza… anzi, diciamo che
spesso non ci riesco. Ma mi son anche reso conto che ciò avviene soprattutto
quando sento il bisogno di pensare un po’ più a me stesso, ai miei obiettivi,
ai miei traguardi… è in queste circostanze che non riesco ad essere accomodante
e non riesco più ad ascoltare o assecondare tutti i voleri altrui… si lo so,
farlo solo per quieto vivere è certamente sbagliato, ma non lo faccio per
questo…. Forse perché mi basta più lo star bene in compagnia che il cosa si fa.
Ma quando vengono questi periodi, beh, inizio a diventare quasi intrattabile,
me ne rendo conto… certo, “gonfiato” da tante piccole insignificanti [che poi
così insignificanti non sono evidentemente] cose che in se e per se non
rappresentano un problema, ma prese tutte insieme…

“tante goccie fanno un mare” ecco… scontato?!? Un po’…
qualsiasi cosa accada chiudo gli occhi, un piccolo pizzico sulla pancia, un
sorriso e si deglutisce un sospiro… e questo sospiro va a gonfiare un
palloncino giorno dopo giorno… ma non scoppia… o meglio a volte è anche
capitato, ma la maggior parte delle volte riesco ad accorgermene in tempo e lo
faccio sgonfiare un po’. Anzi, più che un palloncino sembra un materassino o
uno di quei divani gonfiabili… quando son riempiti al punto giusto son comodi,
ma quando lo diventano troppo, beh, provate a sedervici… diventano duri come la
pietra e fa anche un po’ male rimanerci sopra… bel casotto vero? Ma non
pretendo che nessuno capisca… non ci riesco prima di tutto io, come posso
pretendere che ci riusciate voi? Forse un giorno, quando riuscirò a capirmi,
diventerò anche bravo a trovare le parole giuste per descrivere il mio pensiero…

Lo scrivere queste righe doveva essere un modo per fare un
po’ di chiarezza… per fissare qualche idea che altrimenti dopo pochi istanti
sarebbe svanita… per trovare qualche certezza [?].

Invece è tutto confuso e altalenante… posso dire di esser
sicuro solamente di tre cose:

la prima è che c’è ancora tantissimo da fare per capire me
stesso e che a tante domande su di me non so rispondere, soprattutto quelle che
riguardano il cosa voglio, quali sono le mie forze e le mie debolezze…

la seconda è che di sicuro da “grande” [o per meglio dire,
da vecchio…] non farò lo scrittore visto che scrivo da cani;

e la terza… beh… la terza me la tengo per me… :P


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